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Worldwide race for a vaccine against Coronavirus. IRBM on the frontline RAI 2 Petrolio 24th February

ENGLISH TRANSCRIPT

REPORTER

Report by our scientific adviser Daniela Cipolloni,

who was allowed into one of places now studying the vaccine and hoping to create it relatively soon. Look.

VOICEOVER

As the Coronavirus epidemic rages, the worldwide race for a vaccine has started. And Italy is also on the front line.

MATTEO LIGUORI

In Italy, we were the first to take up this challenge but the battle is being fought internationally.

VOICEOVER

The protagonist of the Made in Italy vaccine is a pharmaceutical company at the IRBM SCIENCE PARK, a scientific research center on the outskirts of Rome that specializes in the discovery of new drugs.

MATTEO LIGUORI

It is a small citadel covering an area of 80,000 square meters, including 22,000 square meters of laboratories.

VOICEOVER

This is where the world’s first vaccine for the Ebola vaccine that decimated people in Africa was created in 2014. Now it’s time to accomplish another feat: to stop the Coronavirus. But how is a new vaccine made?

MASSIMO ANDREONI

Various different techniques can be used to make vaccines.

Every industry uses one or two different techniques to produce its vaccines.

VOICEOVER

The technique developed here at IRBM in collaboration with the Jenner Institute in Oxford, uses a small portion of the genetic code of the Coronavirus that creates a protrusion like this on its surface.

They transfer it to another virus, the one for the common cold, which is suitably deactivated first.

FRANCESCO CALVARUSO

Using a very simple analogy, it’s like a freight train pulling a carriage with a very precious load, a message for our immune system, which, when it reads this message, prepares for the worst, for potential exposure to the Coronavirus, making us better prepared.

VOICEOVER

In practice, this protrusion becomes a kind of mug shot for the immune system. People who are vaccinated develop antibodies so, if they become infected, they will know how to recognize and defeat the Coronavirus.

The question on everyone’s lips now is: how long does it take to develop a vaccine?

FRANCESCO CALVARUSO

It’s a race against time but one that requires specific stages to be accomplished that we cannot ignore. The virus grows in cells, in vitro.

So we have to wait a while for the cells to grow.

MATTEO LIGUORI

Our aim is to speed up the process before the summer and produce 1000 doses of the Coronavirus vaccine.

VOICEOVER

But before they leave the laboratory, the vials have to undergo some very strict quality control tests.

CINZIA VOLPARI

It will take at least a month to check the quality of the vaccine produced.

We need to make sure it doesn’t contain bacteria or contaminants that might have a negative effect on humans receiving the dose.

VOICEOVER

If everything goes to plan, the first 1000 doses of the Italian Coronavirus vaccine will be ready between July and August.

By this we mean ready for trial, not for sale.

MASSIMO ANDREONI

From the moment we devise a vaccine to when we test it to see if it is effective, first on animals and then on humans, and we see that there is no toxicity in the vaccine and then finally start producing it in sufficient quantities to be able to vaccinate the whole population it takes many, many months, at least a year.

VOICEOVER

In this race for a vaccine, everyone is looking to cross the finish line first.

MASSIMO SCACCABAROZZI

We did a survey and found that 25 public centers and private companies are working on developing a vaccine. I think this is a very important fact because the world scientific community did not hang about, it immediately got busy, showing a great sense of responsibility.

VOICEOVER

In recent days, an American company has announced that it has completed the production of the first vials using a different technology. This isn’t just a healthcare challenge.

The economic interests at play are huge, and so is the risk of losses.

Those who developed the Sars vaccine in 2003 were left empty-handed because the epidemic was over in a matter of months and never came back.

TRASCRIZIONE ITALIANA

GIORNALISTA

Inchiesta della nostra consulente scientifica Daniela Cipolloni,

che è entrata in uno dei luoghi dove stanno studiando e sperano di poterlo trovare anche in tempi relativamente brevi, Il vaccino. Guardate.

VOCE OFF

Mentre imperversa l’epidemia del Corona-virus, in tutto il mondo è scattata la corsa al vaccino. E anche l’Italia è in prima linea.

MATTEO LIGUORI

In Italia siamo stati i primi coinvolti in questa sfida e comunque si combatte a livello internazionale.

VOCE OFF

Protagonista del vaccino made in Italy è un’azienda farmaceutica presso la IRBM SCIENCE PARK, un polo di ricerca scientifica alle porte di Roma specializzato nella scoperta di nuovi farmaci.

MATTEO LIGUORI

È una piccola cittadella questa, sono 80.000 metri quadrati di struttura, laboratori di 22.000 metri quadrati.

VOCE OFF

Proprio qui nel 2014 è stato creato il primo vaccino al mondo contro l’emergenza Ebola che stava flagellando l’Africa. Oggi è il momento di compiere un’altra impresa: fermare il Corona-virus. Ma come si fabbrica un nuovo vaccino?

MASSIMO ANDREONI

Per preparare i vaccini, si possono utilizzare tecniche sostanzialmente diverse.

Ogni industria in qualche modo sposa una o due tecniche diverse con cui produrre i propri vaccini.

VOCE OFF

La tecnica sviluppata qui alla IRBM in collaborazione con lo Jenner Institute di Oxford, sfrutta una piccola porzione del codice genetico del Corona-virus, che dà origine a una protuberanza come questa sulla sua superficie.

La trasferiscono su un altro virus, quella del comune raffreddore, che prima viene opportunamente disattivato.

FRANCESCO CALVARUSO

Usando un’analogia molto semplice, è come un treno merci, che porta un vagone, un carico molto prezioso, che è un messaggio per il nostro sistema immunitario che così, letto questo messaggio, si prepara al peggio, si prepara all’eventuale esposizione al Corona-virus, facendoci trovare più pronti.

VOCE OFF

In pratica, questa protuberanza diventa una sorta di foto segnaletica per il sistema immunitario. Chi viene vaccinato, sviluppa gli anticorpi, così, in caso di infezione, saprà riconoscere e sconfiggere il Corona-virus.

Quello che adesso tutti si chiedono è; quanto ci vuole per sviluppare il vaccino?

FRANCESCO CALVARUSO

E’ una corsa contro il tempo scandita però anche da ritmi del processo che non possiamo prescindere. Il virus cresce in cellule, cresce in cellule in vitro.

Quindi abbiamo bisogno di aspettare un certo tempo di crescita delle cellule.

MATTEO LIGUORI

L’obiettivo nostro è quello di accelerare al massimo già da qui all’estate di raggiungere la produzione delle 1.000 dosi di vaccino contro il Corona-virus.

VOCE OFF

Ma prima di uscire dallo stabilimento, le fiale devono essere sottoposte a severissimi test di controllo qualità.

CINZIA VOLPARI

Almeno un mese servirà per verificare la qualità del vaccino che viene prodotto.

Bisogna assicurarsi che non ci sia la presenza di batteri o contaminanti che possano avere un effetto negativo poi sull’uomo che riceverà la dose.

VOCE OFF

Se tutto va secondo i piani, tra luglio e agosto le prime 1.000 dosi del vaccino anti Corona-virus italiano, potrebbero essere pronte.

Attenzione: pronte non per la vendita, ma per la sperimentazione.

MASSIMO ANDREONI

Da quando abbiamo ideato un vaccino a quando l’abbiamo provato per vedere se è efficace prima nell’animale e poi nell’uomo, quando abbiamo visto che il vaccino non ha elementi di tossicità e poi finalmente lo dobbiamo iniziare a produrre in quantità sufficiente per poter vaccinare tutta la popolazione che ne ha necessità, ecco, servono tanti, tanti mesi, diciamo almeno un anno.

VOCE OFF

In questa corsa al vaccino, tutti ambiscono a tagliare il traguardo per primi.

MASSIMO SCACCABAROZZI

Noi abbiamo fatto un censimento, abbiamo 25 fra centri pubblici e aziende private che stanno lavorando per lo sviluppo di un vaccino. Credo che questo sia un dato molto importante perché la comunità scientifica mondiale non è stata a guardare, ma con grande senso di responsabilità fin da subito ha cominciato a darsi da fare.

VOCE OFF

Nei giorni scorsi, un’azienda americana ha annunciato di aver completato la produzione delle prime fiale, sfruttando un’altra tecnologia. Non è solo una sfida sanitaria.

Gli interessi economici in gioco sono enormi, ma anche il rischio di perdite.

Nel 2003 chi sviluppò il vaccino contro la Sars, si ritrovò con un pugno di mosche, perché l’epidemia, nel giro di alcuni mesi, passò e non tornò più.

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